
Palinuro Cultura e Vacanze.it nasce nel luglio 2006.
L'intestazione, che non a caso si accompagna allo slogan "il portale di Palinuro", ricalca l'obiettivo di rendere finalmente fruibili in maniera
estremamente professionale contenuti ed informazioni su uno dei centri turistici più ambiti del Meridione d'Italia. CONTINUA A LEGGERE ->
Palinuro, rinomato centro turistico di fama internazionale sorge alle pendici del promontorio omonimo, immerso in uliveti secolari.

Il nome gli fu dato da quelli che sono stati tra i più antichi navigatori del Mediterraneo, parliamo dei Fenici e dei Greci che fondarono
colonie in Italia, chiamando questo promontorio "Palinouros" che in greco significa "punto di tempesta", di mare estremamente
pericoloso. Sin dalla preistoria l'uomo ha occupato questi luoghi suggestivi. Le innumerevoli grotte di Capo Palinuro, che oggi si specchiano
in un mare cristallino, circa 130 mila anni fa (fase glaciale RISS) erano circondate da un paesaggio completamente diverso.
Il mare, arretrato per centinaia di metri dall'attuale linea di costa lasciò spazio a fitti boschi e ampie radure; la fauna era prevalentemente
costituita da stambecchi, cervi, cavalli, orsi e leoni, mentre le grotte erano riparo per l'homo erectus. Tutto ciò è documentato
dai rinvenimenti fossili, venuti alla luce a seguito di studi fatti nella Grotta delle ossa. A monte del centro moderno sulla collina
di San Paolo, naque nel Neolitico un insediamento testimonianze del quale sono rappresentate da un focolare, buche da palo, frammenti di vasi
e ossidiana esportata dagli abitanti delle isole Eolie. All'insediamento arcaico seguino nuclei fortificati Lucani ed Enotri.
Nel VI secolo a.C fu colonia greca di rilevante importanza, legato alla vicina città di Molpa da una ferrea alleanza con la quale controllava
i due porti che consentivano sicuro attracco, questo grazie alla favorevole allocazione: il porto di Palinuro al riparo dai venti che soffiano
da SO, e quello di Molpa (oggi porticciolo della Marinella) al riparo dai venti da NO.
Qui fioriva il commercio fra le città della Magna Grecia.
A questo periodo risale la moneta in argento con la figura di un cinghiale e la scritta Pal-Mol. Il conio di questa moneta simboleggia
il forte legame tra le due città. Infatti la scritta "Pal" indica la città di Palinuro e "Mol" quella di Molpa.
Fu un periodo di massimo splendore e di grande floridezza economica. Palinuro, si pensa, dipendesse amministrativamente dalla ricca e potente
Sibari.
Quando questi fu distrutta per opera di Crotone, la vicina Elea-Velia profittò della situazione per eliminare un concorrente che andava affermandosi
con rapidità e che occupava un posto di rilevanza strategica.
Palinuro fu per i romani luogo d'ozio e riposo, frequentato da illustri personaggi come l'imperatore Massimiano Aurelio detto Erculeo e suo figlio
Massenzio, che lo scelsero per la bellezza dei luoghi e la bontà dei vini, citando una frase che un senatore romano rivolse ai suoi colleghi: «Voi
a queste battaglie preferite gli ameni ozi di Palinuro, ove gli dei tutto concedono alla bellezza e alla natura».
Testi a cura de "Associazione culturale PAL-MOL".