
Palinuro Cultura e Vacanze.it nasce nel luglio 2006.
L'intestazione, che non a caso si accompagna allo slogan "il portale di Palinuro", ricalca l'obiettivo di rendere finalmente fruibili in maniera
estremamente professionale contenuti ed informazioni su uno dei centri turistici più ambiti del Meridione d'Italia. CONTINUA A LEGGERE ->
Con il progredire dell'industria bellica, dal Settecento in poi, la rete dei castelli e delle torri di avvistamento è gradualmente sostituita da fortezze
inserite in luoghi nevralgici ed aventi consistente armamento disposto su più fronti, in modo da rispondere sia agli attacchi marini che alle
incursioni terrestri. Consistenti furono gli ampliamenti della linea difensiva sulle coste meridionali dell'Italia: il progetto prevedeva la realizzazione di nuove
strutture da integrarsi con le torri costiere preesistenti.
In epoca murattiana (1806-1815) guarnigioni militari erano continuamente destinate a presidiare le coste per impedire atti di brigantaggio o
attacchi dal mare: l'insurrezione cilentana del luglio-settembre, all’arrivo dunque delle truppe francesi, con epicentro Centola, Roccagloriosa e
Rocca Cilento pose la necessità di potenziare gli avamposti e riqualificare strategicamente il promontorio di Palinuro.
Preoccupazione principale era la protezione della zona del porto, cui viene trovata soluzione con la realizzazione di una batteria costiera per tre
pezzi su affusto brandeggiabile denominata batteria del Porto di Palinuro, difesa a monte, da un opera di forma stretta ad allungata, in luogo di
una distrutta torre vicereale. La batteria del Porto si integrava con la preesistente batteria del Prodese, dotata di due pezzi navali.
Al
centro del promontorio, sull'altura di Monte d'Oro, quindi in posizione dominante, si collocava un forte, o ridotto difensivo, costituito da un
bastione pentagonale attraversato in gola da un corpo rettangolare allungato con andamento spezzato. Queste nuove strutture erano integrate dalle
torri costiere che, ripristinate e rinnovate nell'armamento, completavano l'assetto difensivo del promontorio.
Testi e immagini a cura de "Istituto Italiano dei Castelli - O.N.L.U.S".