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Natura e Scienza

Cenni sul Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, l'ambiente montuoso


Possiamo distinguere due grosse categorie di montagne; la prima categoria (Monti Alburni, il Monte Cervati, il Bulgheria, il Soprano-Chianello, il Motola) è caratterizzata da una morfologia aspra e articolata, con pendenze che variano a breve distanza: si passa da pareti molto acclivi immediatamente ad aree sub pianeggianti.

Cilento, monte cervati
Queste caratteristiche sono tipiche di complessi montuosi composti da rocce prevalentemente calcaree: peculiare è il fenomeno carsico ivi sviluppatosi, non a caso su questi è facile trovare doline, cavità, grotte e inghiottitoi.

Il complesso montuoso che per primo si incontra, partendo da settentrione, è quello dei Monti Alburni: queste vette sono intervallate da ampie zone sub pianeggianti ricche di vegetazione e di forme carsiche quali doline, inghiottitoi e, a SW le famose Grotte di Castelcivita: un sistema di cavità sotterranee spettacolari di circa 5 km di lunghezza. Questa caratteristica insieme ad una generale permeabilità di tutto il massiccio ha come conseguenza la formazione di alcune sorgenti di grossa portata che si trovano sul lato che si affaccia sulla piana di Paestum. Caratteristica, infine, la stretta valle che il fiume Calore attraversa tra i paesi di Magliano Nuovo e Felitto.
Immediatamente a SE spiccano le alture del Monte Cervati (1898 m. s. l. m.), la cima più alta della Campania. Questa struttura montuosa presenta nelle parti più elevate un ambiente praticamente spoglio di vegetazione, dove la roccia nuda conferisce al paesaggio un’immagine suggestiva, dai tratti dolomitici.

La seconda categoria di monti (il Monte Gelbison, il Centaurino, il Monte Stella) si differenzia dalla prima per una morfologia meno aspra, con pendenze dalla superficie esterna che variano gradualmente che non arrivano mai alla verticalità. Queste peculiarità sono tipiche dei complessi montuosi la cui ossatura è costituita da rocce denominate “flysch”, cioè strati rocciosi di arenarie, marne, argille e calcari che si alternano in modo irregolare.

Cilento, grotte di castelcivita
Partendo dall’area settentrionale del Parco Nazionale, la prima struttura montuosa di natura flyscioide che si incontra è il Monte Stella (1131 m. s. l. m.). Prende il nome da una cappella eretta nel XVI secolo sulla cima e dedicata alla Madonna della Stella. Le sue pendici si spingono in tutte le direzioni formando un sistema collinare su cui sorgono numerosi paesi.
Quasi al centro del Parco domina la struttura del Monte Gelbison (1707 m. s. l. m.), famoso per il Santuario della Madonna di Novi situato sulla sua vetta. Esso delimitato dalle valli dei fiumi Mingardo, Lambro e Alento, ha un andamento degli strati rocciosi a forma di un “catino”, la cui base è composta da un livello di roccia impermeabile. Grazie alla presenza di questo livello, tutte le acque meteoriche che nella parte alta della montagna si infiltrano nel sottosuolo, vengono contenute in questa “conca sotterranea” per poi fuoriuscire in parte lungo il lato occidentale della montagna; non a caso proprio in questo settore si trovano numerose sorgenti.