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L'intestazione, che non a caso si accompagna allo slogan "il portale di Palinuro", ricalca l'obiettivo di rendere finalmente fruibili in maniera
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Il popolamento floristico di Capo Palinuro si aggancia al complesso più ampio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano,
costituito da circa 1800 diverse di piante autoctone spontanee.
La più nota di queste specie, e forse la più importante, è la Primula di Palinuro (Primula Palinuri),
simbolo del Parco, a diffusione estremamente localizzata.
Nel corso della dinamica evolutiva del territorio le piante hanno occupato tutte le nicchie ecologiche disponibili, comprese quelle via via
create dall'Uomo, arricchendo il già ampio mosaico della biodiversità. Esse si sono, lentamente e gradualmente, evolute ed associate in
comunità di piante altamente specializzate ed in equilibrio con l'Ambiente costituendo l'attuale paesaggio.
Tra le comunità delle sabbie, è ancora presente il sempre più raro Giglio marino (Pancratium maritimum); sulle
scogliere a diretto contatto con gli spruzzi del mare vivono fitocenosi ad alofite estremamente specializzate e dominate dalla endemica
Statice salernitani (Limonium remotispiculum) ed altre ancora che caratterizzano, con le loro fioriture,
un paesaggio costiero di rara bellezza.
Il tessuto dei boschi sempreverdi e della macchia mediterranea è permeato dagli uliveti, giardini quasi naturali che si
confondono e si integrano nella calda natura delle coste cilentane. Alle quote superiori e nell'interno le Querce, a volte annose e
solitarie a guardia degli antichi coltivi, ora in formazioni compatte insieme ad Aceri, Tigli, Olmi, Frassini e Castagni.
Testi a cura de "Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano", "G.I.S Gaiola".